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Player: impatto accordo sul nucleare iraniano sui mercati globali del petrolio

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 23/07/2015 (11:44)
Dopo lo storico accordo sul nucleare tra l’Iran e le potenze del 5+1 (USA, Germania, Francia, Regno Unito, Russia e Cina) a Vienna il 14 luglio, i player hanno discusso dell’impatto che la revoca delle sanzioni verso l’Iran avrà sui mercati globali del petrolio.

Le sanzioni contro l’Iran dovrebbero essere revocate più avanti nell’anno, una volta che l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) avrà verificato il rispetto delle norme dell’accordo da parte del paese, che dovrà ridurre la sua capacità nucleare e aprire gli stabilimenti agli ispettori internazionali. Secondo quanto riportato dai media, il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif prevede che l’Iran rispetterà gli impegni entro novembre, mentre il Segretario di Stato degli USA John Kerry crede che le sanzioni contro il paese saranno revocate in circa sei mesi.

Il Ministro del Petrolio iraniano Bijan Namdar Zanganeh prevede che l’Iran sarà in grado di accrescere la sua produzione petrolifera di circa 500,000 barili al giorno (bpd) subito dopo la revoca delle sanzioni, e di altri 500,000 bpd sei mesi dopo, sebbene alcuni analisti sostengano che questi target sono fin troppo ottimistici.

Secondo un report di Goldman Sachs, la banca prevede che il possibile aumento della produzione petrolifera dell’Iran dopo la revoca delle sanzioni sarà tra circa 200,000 e 400,000 bpd. La banca ha aggiunto che non si aspetta che la crescita dell’offerta iraniana avrà un grande impatto sui mercati globali del petrolio nel 2015, sebbene potrebbe influenzare al ribasso le previsioni sui prezzi del petrolio nel 2016. La banca sostiene che quest’anno i future del petrolio NYMEX saranno quotati a circa $52/barile e a $57/barile nel 2016. Intanto, WoodMackenzie prevede che l’Iran potrebbe non essere in grado di aumentare la produzione di oltre 600,000 bpd nel 2017, in quanto i pozzi e gli stabilimenti potrebbero aver subito un deterioramento durante il periodo delle sanzioni.

Oltre alla possibile pressione ribassista sui prezzi del petrolio derivante dall’incremento della produzione dell’Iran, altri paesi dell’OPEC stanno cercando di accrescere l’offerta per aumentare la loro quota di mercato, piuttosto che tagliare la produzione per far salire i prezzi. In vista del prossimo meeting dell’OPEC in programma per dicembre, le fonti dei media hanno riportato che il cartello non cambierà la sua strategia. Il Ministro del Petrolio del Kuwait si aspetta che l’aumento della domanda legato alla crescita economica globale farà incrementare i prezzi nel prossimo anno. L’Arabia Saudita ha riportato di aver registrato un livello record nella produzione petrolifera a giugno, con 10.6 milioni bpd. Anche l’Iraq, il secondo maggiore produttore dell’OEPC, ha registrato livelli record di produzione, con circa 4.1 milioni bpd nel mese di giugno. Secondo i dati del report mensile sul petrolio dell’OPEC, la produzione totale dell’organizzazione era di poco inferiore a 31 milioni bpd a maggio.

Intanto, la produzione petrolifera negli USA continua ad aumentare nonostante una diminuzione degli impianti di trivellazione, in quanto i produttori americani hanno deciso di sfruttare al meglio la produzione dei pozzi con le prestazioni più alte, riducendo il capitale speso per l’esplorazione e lo sviluppo di nuovi pozzi. Secondo l’Energy Information Agency (EIA) degli Stati Uniti, la produzione negli USA è scesa rispetto al livello record di marzo, a 9.7 milioni bpd ad aprile, che resta comunque il livello più alto dal 1971. Nonostante l’EIA si aspetti una diminuzione della produzione degli USA tra aprile 2015 e febbraio 2016, l’agenzia ha alzato le sue previsioni per la produzione petrolifera degli Stati Uniti a una media di 9.47 milioni bpd nel 2015 e di 9.32 milioni bpd nel 2016, in rialzo rispetto alle stime precedenti di 9.43 milioni bpd per il 2015 e di 9.27 milioni bpd per il 2016.

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